Aggiornamento di esperti sul coronavirus SARS-CoV2 responsabile dell'epidemia di COVID-19

19-03-2020

Questo aggiornamento di esperti sul coronavirus SARS-CoV2 arriva appena sei settimane dopo che abbiamo chiesto a due virologi di darci una dichiarazione di esperti sullo stato attuale del nuovo focolaio di coronavirus, originario di Wuhan, in Cina. Con l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che sta segnalando quasi 180.000 casi confermati, oltre 7.000 decessi registrati e 159 paesi, aree o territori con casi (al 17 marzo), è sicuro affermare che l’epidemia COVID-19 si è sviluppata in modo piuttosto significativo da allora.

Questa potrebbe essere la battaglia di salute pubblica più dura degli ultimi tempi, ma l’umanità è pronta a vincere alla fine.”

Abbiamo chiesto ad Alfredo Garzino-Demo (Twitter: @MicroviroB) che ci ha aiutato a redigere la prima dichiarazione di esperti, di fornirci un aggiornamento su ciò che è stato appreso sul virus SARS-CoV2 e sulla malattia COVID-19:

Dichiarazione rilasciata il 17 marzo 2020 – Dichiarazione in inglese 

Cosa sappiamo attualmente del virus che causa l’epidemia di COVID-19 e cosa possono fare gli scienziati per rispondere al meglio?

”Nelle 15 settimane dalla comparsa del virus SARS-CoV2 e della malattia che causa il COVID-19 abbiamo assistito alla nascita di un nuovo virus fino a diventare pandemia. Ci sono delle lezioni da imparare da questa situazione che si spera possano essere utili per evitare o contenere un potenziale patogeno in futuro.

Tuttavia, ci sono alcune buone notizie. Prima di tutto sulla rapidità con cui epidemiologi, esperti della sanità pubblica, operatori sanitari, industrie e ricercatori hanno lavorato insieme per fermare la pandemia quanto prima possibile. Fino al 15 marzo 2020 una ricerca su PubMed rivela che sono già stati pubblicati circa 947 articoli di ricerca (sebbene molti siano opinioni e recensioni), e molti altri lavori sono diventati disponibili attraverso “preprint” – il modo del 21 ° secolo di comunicare i dati quasi in tempo reale.

Pertanto, i progressi sono stati molto rapidi, probabilmente molto più di qualsiasi altro precedente focolaio, e abbiamo appreso alcune importanti caratteristiche di questa infezione virale. Dato il rapido ritmo di progresso è possibile che i lavori più recenti non siano di seguito qui inclusi, in quanto intendiamo evidenziare alcuni aspetti che riteniamo essere particolarmente importanti, quindi questa non è una revisione sistematica a tutto campo.

Una domanda importante è se la trasmissione diminuirà man mano che il clima si farà più caldo nell’emisfero settentrionale … Le prossime settimane faranno luce su questa entusiasmante e sperata possibilità.

Un modello 3D di SARS-CoV2 (dominio pubblico)

È ormai risaputo che esistono individui infetti asintomatici e che la trasmissione possa quindi avvenire da parte di soggetti apparentemente sani ([1][2][3][4]); inoltre, anche quando si manifestano i sintomi, il periodo asintomatico può durare fino a due settimane e in alcuni casi anche più a lungo ([4][5][6]). È stato dimostrato che, oltre al sistema respiratorio, il virus può infettare le cellule del tratto gastrointestinale (bocca, esofago, stomaco e intestino) ([7][8]).

La trasmissione indiretta attraverso oggetti è stata documentata [9], e, secondo uno studio, l’emivita del virus su alcune superfici (plastica) è superiore a 15 ore e il virus può essere rilevato fino a 3 giorni dopo [10].

Finora non sono stati osservati trasmissioni parenterali e materne ([11][12]). Sappiamo che l’età avanzata è un fattore di rischio per la gravità della malattia e può portare ad un esito fatale, mentre la mortalità nella fascia di età 0-9 è praticamente pari a zero; ci sono anche prove che i maschi hanno un rischio più elevato di gravità della malattia e di morte rispetto alle femmine  [13]. Una domanda importante è se la trasmissione diminuirà man mano che il clima diventa più caldo nell’emisfero settentrionale, poiché i punti focali iniziali della pandemia si trovavano in regioni che avevano temperature e intervalli di umidità assoluta/specifica simili  [14]. Le prossime settimane ci faranno luce su questa entusiasmante e sperata possibilità.

Da un punto di vista terapeutico, il farmaco sperimentale Remdesivir può inibire il virus correlato MERS-CoV (la causa della sindrome respiratoria mediorientale (MERS) del 2012 ([15][16])) in in vitro e in vivo su modelli animali, ed è ora in fase di sperimentazione in studi clinici negli Stati Uniti e in Cina, ed è anche disponibile per l’uso compassionevole contro il COVID-19 ([17][18]). Prove preliminari mostrano che Remdesivir ha una certa efficacia nei pazienti affetti da COVID-19 ([19][20]). Inoltre, la Corochina ha mostrato efficacia nei modelli in vitro ed è ampiamente utilizzata, così come una combinazione di Lopinavir e Ritonavir, anche se ha meno studi a supporto ([18][21][22]).

Per quanto riguarda la prevenzione, sta per iniziare il primo studio clinico per un vaccino SARS-CoV2, che probabilmente sarà presto seguito da altri potenziali candidati al vaccino  [23]. È interessante notare che i macachi Rhesus che sono stati infettati sperimentalmente con SARS-CoV2 hanno non solo risolto l’infezione ma anche resistito a una successiva reinfezione. Questa osservazione è molto incoraggiante, poiché suggerisce che è possibile indurre immunità protettiva contro il virus [24].

… in questo momento terribile in cui l’adesione a pratiche sicure, come il distanziamento sociale, sono assolutamente necessarie, la ricerca clinica e di base per sviluppare il vaccino stanno progredendo con vigore (e in abbondanza).”

Predizione strutturale e non-strutturale della proteina 4 (nsp4) di SARS-CoV2 (Estimate TM-score=0.53). Assemblaggio delle vescicole citoplasmatiche a doppia membrana necessarie per la replicazione virale. Da Chengxin Zhang, Wei Zheng, Xiaoqiang Huang, Eric W. Bell, Xiaogen Zhou, Yang Zhang (2020).

Sono attualmente disponibili le analisi strutturali di tutte le proteine ​​virali [25], compreso gli studi sull’interazione tra la proteina “spike” del virus con l’enzima di conversione dell’angiotensina 2 (ACE2), che è il recettore sulla superficie cellulare umana utilizzato dal virus ([26][27]), sulla polimerasi virale  [28] e sulla sua proteasi principale [29]. Queste strutture saranno importanti per la progettazione di farmaci e in generale per studiare dei nuovi approcci preventivi e terapeutici.

In conclusione, in questo momento terribile in cui l’adesione a pratiche sicure, come il distanziamento sociale, sono assolutamente necessarie, la ricerca clinica e di base per sviluppare il vaccino stanno progredendo con vigore (e in abbondanza). Gli scienziati sono stati estremamente attivi nel rispondere alla pandemia di SARS-CoV2. La condivisione dei dati e le collaborazioni, comprese quelle tra istituzioni pubbliche e settore privato, sono necessarie per aumentare ulteriormente il ritmo dei progressi.

Questa potrebbe essere la battaglia di salute pubblica più dura degli ultimi tempi, ma l’umanità è pronta a vincere alla fine.’

Alfredo Garzino-Demo è professore associato presso l’Instituto di Virologia Umana e il Dipartimento di Microbiologia e Immunologia della University of Maryland School of Medicine (USA) e all’Università di Padova (Italia), ed è caporedattore della nostra rivista Pathogens and Disease.

Translation provided by Elena Conti of the Volunteer Translation Team / Traduzione fornita da Elena Conti del Volunteer Translation Team

Ulteriori risorse:

Interfaccia di monitoraggio dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per il monitoraggio dei casi COVID-19 

Interfaccia di monitoraggio della John Hopkins University (JHU) per il monitoraggio dei casi COVID-19

Tutte le reazioni degli esperti allo scoppio di COVID-19 su Science Media Centre UK: https://www.sciencemediacentre.org/tag/covid-19/

Tutte le reazioni degli esperti allo scoppio di COVID-19 su Science Media Center Germania (in tedesco): https://www.sciencemediacenter.de/alle-angebote/coronavirus/

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